Imprese, ancora un trend negativo. Ancora in difficoltà artigianato, commercio e costruzioni
Secondo i dati Unioncamere, nel 2015 il tessuto imprenditoriale ligure ha registrato ancora un trend negativo, anche se in miglioramento rispetto al 2014, chiudendo con un saldo pari a -166 imprese

A fronte di un lieve calo del numero di iscrizioni (-2,1%) sono cospicuamente diminuite le cancellazioni (-8,9%), scendendo sotto quota 10.000, risultato che non si registrava dal 2001. Se si volesse tenere conto delle cessazioni d’ufficio (329), ossia di quelle effettuate dal Registro delle Imprese a seguito di attività amministrative in quanto non più operative, il saldo risulta positivo, +163 unità.
Dall’esame dello stock si rileva che tra il 2014 e il 2015 le imprese liguri registrate sono rimaste sostanzialmente stabili (-0,1%).
Dall’analisi dei saldi dei settori economici, quasi tutte le attività accusano segnali di sofferenza, in particolar modo le attività commerciali (-933), quelle dei servizi di alloggio e ristorazione (-413), le costruzioni (-372) e le attività agricole (-338).

Da segnalare una leggera ripresa delle attività manifatturiere per le quali, pur registrando un saldo ancora negativo (-224), tra il 2014 e il 2015 si è rilevato un aumento delle iscrizioni (+3,4%) e un notevole ridimensionamento delle cessazioni (- 13,1%).
Su un totale di 163.418 imprese registrate in Liguria, oltre 14mila sono giovanili (8,8%), circa 36mila sono femminili (22,1%) e più di 19mila straniere (11,8%): in particolare si segnala il contributo delle imprese create da giovani under 35 (+1.550 il saldo tra iscrizioni e cessazioni) e da stranieri (+922).
Sotto il profilo della forma giuridica assunta dalle imprese, il saldo positivo totale del 2015 è interamente ascrivibile alla crescita delle società di capitale, +785 in termini assoluti, pari ad una crescita del 2,5% rispetto al 2014 (era 1,4%). Viene quindi riconfermato l’orientamento tra i neo-imprenditori a costituire società più strutturate e maggiormente attrattive nei confronti di nuovi investitori.
Ancora in rosso il bilancio per l’artigianato, quasi 500 imprese in meno, ma leggermente ridimensionato rispetto all’anno scorso grazie ad una lieve riduzione delle cancellazioni.
Il settore che “perde” più imprese è quello delle costruzioni, -266, che rappresenta quasi il 50% delle attività totali, calo dovuto principalmente ad una consistente riduzione delle iscrizioni (-11,1%). Segnali più incoraggianti dal commercio che, sebbene registri un saldo negativo (-73 imprese), tra il 2014 e il 2015 ha incrementato il numero di iscrizioni, +8,4%.
Il settore agricolo conta 17 iscrizioni, 7 in più rispetto al 2014 (+70%), riconducibili ad attività collegate alla pesca e a supporto dell’agricoltura e della silvicoltura.


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